Pietro Nenni 1961
post pubblicato in
diario, il 29 luglio 2008
Per presentare la tribuna politica del 26 giugno 1961, conferenza stampa del segretario del Partito Socialista Italiano on. Pietro Nenni, abbiamo intervistato
Antonio Ghirelli, giornalista, scrittore, direttore del Tg2 nel 1986 e capo ufficio stampa di Sandro Pertini al Quirinale..
Il 1961
E’ una nota dell’agenzia ansa che arriva nella notte del 13 agosto che dà forse la fotografia più fedele del clima che attraversa il 1961: “Il confine tra Berlino est e Berlino ovest è stato chiuso questa notte”. I militari di stanza alla Porta di Brandeburgo sono solo l’aspetto ufficiale della guerra fredda in atto tra le nazioni e tra i partiti politici, all’interno e all’esterno dei confini nazionali.
L’Italia del 1961 possiede 4 milioni di telefoni, 6 milioni di radio e oltre 2 milioni e mezzo di televisori. Il prodotto interno lordo segna un più 8,6%. Il boom economico tradotto in cifre diventa una questione geografica: le città del triangolo industriale crescono a ritmo serrato e mille italiani al giorno partono per andare a lavorare in Svizzera, in Germania e in Francia.
Palazzo Chigi diventa la sede del Governo, presieduto da Amintore Fanfani. E sono i rapporti Dc-Psi il nodo politico da sciogliere, che darà vita al governo delle convergenze parallele.
È Milano a dare vita, all’inizio dell’anno, alla prima giunta comunale di centrosinistra, a riconfermare Pietro Nenni alla segreteria del partito socialista, ad anticipare insomma la linea di San Pellegrino: il congresso della democrazia cristiana che approverà ufficialmente il progetto del centro-sinistra. Dal canto suo il partito comunista, guidato da Palmiro Togliatti nel novembre del 61 confermerà l’abbandono dello stalinismo.
In Rai, c’è Ettore Bernabei, nasce la seconda rete nazionale ed i servizi di Enzo Biagi scandalizzano i ministri democristiani Scelba e Gonella. Le critiche investono anche il programma Tribuna politica, reo di aver portato il comunista Togliatti nelle case degli italiani per bene. Ma l’anno si chiude con lo scambio di auguri molto per bene tra Kruscev e Papa Giovanni XXIII.
Dettagio puntata:
Programma: Tribuna politica
Anno: 21 GIUGNO 1961
Oggetto: conf. stampa dei segretari dei partiti
Ospite: Pietro Nenni, segretario politico del partito Socialista Italiano
Tema: Posizione del PSI sui maggiori problemi politici del paese
Abstract:
Nenni inizia a parlare, e si chiede perchè non si riescano a fare le grandi riforme che il paese
sente come urgenti: scuola, Mezzogiorno, agricoltura. La sua risposta è che manca la volontà politica e nessun partito vuole sacrificare gli interessi personali.
Bisogna usare i pochi mezzi a disposizione per le necessità più urgenti e non sprecare i soldi. Il PSI è disposto a sostenere un governo che si decida, finalmente, a fare queste riforme. Non bisogna lasciarsi illudere dal boom economico, le riforme sono necessarie per un progresso reale.
Successivamente iniziano le domande dei giornalisti che riguardano:
1) Estrema destra
2) Politica di centro-sinistra
3) PSI e politica estera
4) Socialismo e religione
5) PSI e CGIL
6) PSI e consenso elettorale
Dettaglio domande:
Alberto Giovannini, Roma
Domanda: L'ostruzionismo verso le forze di estrema destra è un fatto positivo o negativo per gli equilibri politici del paese?
Risposta: Noi vogliamo che le forze di destra siano liquidate, ma certo non assorbite dagli altri partiti sotto mentite spoglie. Com’è successo nel 1948. Non è il caso delle elezioni sarde, ma fenomeni di trasformismo sono il deterioramento della vita democratica.
Se esistono, è meglio che si presentino chiaramente per quello che sono, e che non si inglobino nella DC. I fatti di luglio dimostrano che qualsiasi tentativo di derive autoritarie e fasciste provocano una reazione che scongiuri il ritorno al regime del 1922.
Vittorio de Capraris, il Mondo
Domanda: Voi sostenete che solo una politica di centro-sinistra può risolvere i problemi del paese, anche se un primo tentativo
è già fallito. Nonostante l’anno di vita del governo Tambroni. Allora quali sono le modalità e i tempi di questa politica?
Risposta: Se il primo tentativo di una politica di centro-sinistra è fallito, ma il PSI era disponibile con i sui 87 deputati e 33 senatori a fare il governo di centrosinistra sui tre punti: scuola riforma agraria nazionalizzazione dell’energia elettrica. Se ciò è fallito è stato a causa dei problemi interni alla DC. Ad agosto ci siamo astenuti in omaggio alle forze popolari che avevano dato vita alla rivolta e per creare una tregua fino alle elezioni del 6 novembre. Quindi saremo opposizione.
Vittorio Gorresio, La Stampa
Domanda: Se il PSI diventasse una forza governativa determinante, come potrebbe allinearsi in materia di politica estera al resto dei partiti democratici della sua coalizione? (commento di Vecchietti, questa è una domanda fatta bene perché breve e concisa)
Risposta: In questo momento i problemi di politica estera non sono determinanti come quelli di natura sociale – non c’è una crisi acuta dello scenario internazionale perché attualmente vige la politica della distensione – quindi anche un dissenso in politica estera non ci impedirebbe di appoggiare un governo allineato nel patto atlantico ma che promuova la politica della distensione. Noi sosterremmo un governo
che la pensasse diversamente da noi in materia di esteri purchè si occupasse dei problemi urgenti del nostro paese. Era già successo nel 1910 tra partito socialista e partito liberale, in cui c’era un dissenso in politica estera che non provocava fratture in maniera immediata perché più urgenti le questioni attinenti alla struttura politico sociale del paese.
Precisazione di Vecchietti sulla natura tecnica della sua lode a Gorresio
L'avvenire Padano
Domanda: A Budapest i comunisti hanno condannato 9 sacerdoti accusati di aver svolto attività spirituali che attentano allo stato socialista. Pur avendo deplorato questi fatti commessi dai comunisti ungheresi sul vostro giornale, voi socialisti in Italia appoggiate i Comunisti che vedono nel clero uno strumento di oppressione e di impedimento della vita democratica e che non hanno condannato l’episodio ungherese. Come si conciliano queste posizioni?
Risposta: Non ho elementi sufficienti per giudicare il processo che ha portato alla condanna dei 9 sacerdoti. Bisognerebbe distinguere se il processo sia stato scaturito da attività religiose o politiche. Sui fatti del 56 noi abbiamo un autonomo giudizio che però non pregiudica il dialogo con il partito comunista sui problemi che riguardano tutti i lavoratori.
Romolo Mangione, La Giustizia
Domanda: Lei nel recente congresso del suo partito ha riconosciuto che è impossibile una comune lotta per il potere tra i socialisti che sono per la democrazia e i comunisti che invece sono per la dittatura e per il blocco sovietico. (L’impossibilità di esprimere dissenso dal partito, anche all’interno del sindacato che ne è espressionela Cgil, è stata la causa di dimissioni del sen. Pessi ad es. che ha fatto parte della segreteria della Cgil. L’avanti lo scorso 12 febbraio ha pubblicato una lettera scritta per il congresso nazionale del PSI dall’on. Mancini che è il dirigente responsabile dell’organizzazione: “è impossibile inserire un socialista in un sindacato se questo non approvi le linee filocomuniste) Perchè il PSI incentiva gli iscritti ad aderire alla CGIL, che è un feudo comunista, e non li lascia liberi di iscriversi ad un sindacato democratico?
Risposta: All'interno della CGIL noi siamo liberi di condurre le nostre campagne e le nostre lotte, non c'è motivo di lasciare la CGIL e creare scissioni
Noi vogliamo l'unità sindacale di tutti i lavoratori
Replica: Come fa il partito socialista a lottare per la democrazia se sta in un sindacato retto dai comunisti?
Risposta: l’unità sindacale è possibile anche nei paesi dove la maggioranza è socialista. Noi vogliamo l’unità sindacale dei lavoratori del nostro paese.
Ruffili, Il Telegrafo di Livorno
(Vecchietti sempre sulla lunghezza delle domande ricorda che il fondatore del telegrafo fu ucciso da un anarchico e quindi auspica che nella formulazione delle domande non si ripercorra sempre la storia delle complicazioni a sinistra)
Domanda: Come mai gli elettori della convergenza aumentano, e quelli del PSI diminuiscono? Aveva ragione Basso quando al congresso di Napoli disse che i socialisti avevano un’aspirazione piccolo-borghese?
Risposta: Non penso che sia così, alle amministrative il PSI prende sempre meno che alle politiche, e se abbiamo perso qualche voto nelle
campagne lo abbiamo recuperato con un incremento dei voti nelle grandi città, Milano, Torino, Genova. Citando Montale alcuni errori non li attribuisco al destino cinico e baro ma a noi stessi.
Replica: non c’è una certa stanchezza marxista nel vostro elettorato?
Risposta: no c’è stato solo un rallentamento.
Ignazio Pontu, La Notte
Domanda: Secondo lei il PCI è un partito democratico? Se no, perchè collaborate con lui?
Risposta: Io non mi arrogo il diritto di stabilire chi è democratico e chi no, ma osservo che dal PCI non è mai arrivata una minaccia
democratica al nostro paese e agisco di conseguenza
Domanda: Se il PSI andrà al potere, quanto socialismo potrà essere attuato in questa esperienza?
Risposta: Ci sarà la soluzione dei problemi di cui ho già parlato, scuola, mezzogiorno, riforma agraria e nuova struttura della vita rurale, in questi problemi c’è solo una parte di socialismo ma sono precondizione indispensabile.
Replica: siete pronti ad assumere responsabilità dirette di governo?
Risposta: oggi esistono solo le condizioni di appoggio esterno alla maggioranza per risolvere questi problemi elencati.
(Vecchietti: le risposte più interessanti avvengono sempre nella replica)
Pasquale Bandiera, La voce Repubblicana
Domanda: Non crede che l'impostazione della scuola pubblica italiana di ispirazione repubblicana, da cui lei è partito, sia di grande attualità?
Risposta: Sono assolutamente sensibile al valore morale dei principi mazziniani così come ai principi scientifici di cattaneo, ma questa scuola è stata superata dal moderno socialismo
Mario Pinzauti, di Momento Sera
Domanda: Se Saragat (ricorre l’anniversario) la invitasse oggi per parlare di unificazione socialista, lei ci andrebbe?
Risposta: Ci andrei ma non parlerei di unificazione socialista. Ogni cosa ha la sua stagione, quel tentativo è fallito
Precisazione sull’uso dispregiativo del termine carrista e difesa della minoranza del partito.
00:54:09 Lettura da parte del moderatore di un comunicato della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulle Radiotelediffusioni
Vecchietti: Prima un breve antefatto, dopo la conferenza stampa dell’on Saragat, l’on. Tambroni indirizzò una lettera al presidente della Camera a proposito del giudizio espresso sul governo da lui presieduto. Tale lettera di cui l’on. Tambroni ci aveva chiesto lettura, è stata intanto passata dal presidente della Camera alla commissione di vigilanza, ed ecco il testo del comunicato inviatoci dalla commissione stessa: il comitato esecutivo della commissione di vigilanza sulle radiotelediffusioni, riunito sotto la presidenza del senatore Jannuzzi, presenti gli on. Guerrieri, Raiolo e Schiavetti, sulla richiesta degli organi della rai tv di un suo parere circa l’inserimento nella rubrica Tribuna Politica di rilievi relativi al contenuto di sue precedenti trasmissioni, è del parere
a) che Tribuna Politica riservata alla espressione e al dibattito delle idee dei partecipanti alle sue trasmissioni debba essere unicamente destinata a tale scopo e che in ciascuna trasmissione il tempo disponibile debba essere totalmente riservato ai partecipanti alla trasmissione stessa.
b) che ogni eventuale rilievo sul contenuto delle trasmissioni di Tribuna politica può essere rivolto alla commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai tv nei limiti dei suoi compiti di tutela dell’indipendenza politica e della obiettività informativa dell’organo. Il comitato esecutivo infine come si propone di comunicare al presidente del consiglio nell’incontro a lui richiesto riafferma il carattere istitutivo della rubrica che è quella di manifestazione di idee e di dibattiti esclusivamente di natura politica.